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Special Mention

“Double Je"

by Simon D’Exéa

Questa serie di fotografie è iniziata nel 2013 ed è tutt’ora in corso, con intervalli necessariamente lunghi tra uno scatto e l’altro. Nata un po’ per gioco digitale, ho pubblicato alcune di queste fotografie sui social network per capire quale effetto potessero avere sul mio pubblico ridotto. Dopo alcuni incoraggiamenti, ho risentito anche la necessità di indagare la figura umana, dopo anni dedicati interamente alla ricerca in campo architettonico. Vivendo per certi periodi in isolamento e spinto da un lavoro in parallelo con il mezzo della psicoanalisi, ho deciso di ritrarre attimi sintetici della relazione tra il mio io e il mio doppio. Essendo di per sé questo un rapporto fondato su una permanente scissione, renderlo per immagini singole e contrapposte sembrava porre fin troppi limiti all’idea di comunicazione, presente o assente che sia, da cui l’idea di uno sdoppiamento della figura nella stessa immagine. Il soggetto si confronta col suo doppio, l’immagine di se stesso, che è solitamente l’unico a poter percepire. Inoltre il doppio produce due effetti apparentemente contraddittori. Da una parte opera ai danni del soggetto, gli appare nei momenti meno opportuni, lo condanna al fallimento. Dall’altra realizza i suoi desideri più reconditi o rimossi, agisce come il soggetto non oserebbe mai, o come la sua coscienza non gli permetterebbe mai di agire. Sebbene l’uno sia vestito e attivo mentre l’altro è nudo e apparentemente passivo, non vi si vuol leggere soltanto un rapporto basato sulla forza o una ‘semplice’ contrapposizione di intenti, ma anche e soprattutto una relazione complessa basata su una difficile comprensione tra l’uno e l’altro, a volte cercata ed altre no, sui vari piani della realtà. In questo senso il dualismo viene concepito come un meccanismo necessario tra due essenze che formano un insieme indissolubile

Sito web: https://www.simondexea.com

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